20 marzo 2020

I DIRITTI DELL'UOMO






Diritti umani, trascrizione ad acquerello della Dichiarazione universale,
Archivio viaFarini, Fabbrica del Vapore, Milano, 2019





Dalla fragilità alla connessione, per forza di coesione

sto pensando a quanto sono fragile,

un concetto molto masticato nell'arte - fragilità.
No no, non sono debole, no.
Lo sa l'albero, rispetto alle stagioni, lo sa il sasso rispetto al gioco dell'acqua e lo si sa, da quando si è piccoli e poi ci si dimentica.
Non siamo nulla senza l'altro.

[...]


le forme solide, come certe ideologie, sono temporali. Al contrario dello spirito.
Si può tendere verso un centro, agire una forza sentimentale che crea un corpo, esattamente come fanno le molecole delle goccioline di acqua con la forza di coesione. Ma anche in questo caso, questa idea non aderisce allo stato delle cose che viviamo, in quanto per essere coesi bisogna essere in un qualche modo vicini, ci deve essere un rapporto di prossimità, fisica o sentimentale: agisco con forza di coesione quando ho una interconnessione con l'altro.

Così, per paura dell'isolamento, siamo connessi ancor di più cercando di continuare ad alimentare il quotidiano flusso di comunicazione che normalmente lega gli umani, l'informazione, anzichè riconnetterci con l'esistente.

appunti di diario
14/03/2020

12 ottobre 2019

Flipper








Flipper è un gioco coreografico e performativo che invita i partecipanti a muoversi nello spazio interpretando le figure che incontreranno.
16 caselle disposte nello spazio disegnano le tappe del labirinto. Ad ogni casella il giocare realizza una figura attraverso la danza. Le figure rappresentano forme di energia e capacità che caratterizzano gli esseri viventi del pianeta terra.

foto:
Rosa camuna particolare postprodotto dalla foto di Luca Giarelli, Giuseppe De Siati.
Disegno e tasselli a pavimento di G. De Siati, foto di Samuele Menin.
Prototipo libro a cura di Roberta Donatini, foto di S. Menin e Chiara Malvassori.

Flipper - party è un gioco presentato per la prima volta in occasione del Fringe Festival Milano Off a conclusione del periodo di ricerca trascorso presso l'Archivio Viafarini, con un'apertura verso l'altro e la città.
Un gioco coreografico che nasce dalla rielaborazione del materiale di ricerca condiviso da Riccardo Arena durante la serie di incontri La filatura dell'Albedo, tenuti in collaborazione con la curatrice ed editrice Giulia Brivio.

Flipper, nella forma di festa o di gioco da tavolo, è l'occasione per liberare l'energia del proprio corpo e celebrare la vita nell'universo danzando sulla terra, muovendosi con la libertà della propria immaginazione.

Giuseppe De Siati con Roberta Donatini e Samuele Menin


Flipper, presentazione del gioco libro coreografico con Giuseppe De Siati, Roberta Donatini e Samuele Menin, Fringe Festival Milano Off - Fabbrica del Vapore - Lotto 15 - Archivio Viafarini,
20 settembre alle 20:00 via Procaccini 4

26 settembre 2019

INSIEME



INSIEME
Un rudere sulla costa sopravvive ad un tempo e si offre, ora, nel paesaggio naturale quale luogo elettivo del godimento della bellezza naturalistica. Con questo invito che vi rivolgo, il luogo scelto viene eletto belvedere, intenzione che si manifesterà concretamente attraverso un'azione di pulitura e predisposizione all'utilizzo estetico. Il 7 luglio. L'invito che vi rivolgo è di vivere il luogo, avere un'esperienza estetica del mito materno della natura, inserendo opere tascabili e lavori pensati per essere affidati alla natura stessa. L'esperienza si concluderà al tramonto contemplando l'unità del molteplice.
I lavori sono installati e presentati lo stesso giorno, il giorno dopo le nozze, nell'ex fortino di avvistamento che insiste in località Morgicchio di Specchiolla.
Casamatta di Morgicchio, località Specchiolla
Spazio cavo - aria aperta
27 giugno 2019 Giuseppe De Siati
























foto di: Eugenia Covotsou, Giuseppe De Siati e Gianluca Zonca




Formafarfalle, invito al sogno
Insieme. Il giorno dopo le nozze ho chiesto ai miei amici di celebrare la natura, al tramonto, vivendo un rudere sulla costa come luogo del mito materno.
Ho trovato i cocci di una mattonella color celeste che ricorda il cielo, infranti su uno scoglio li ho raccolti e riutilizzati per costruire qualcos'altro: forme di farfallee e di una venere.
Giuseppe De Siati

25 giugno 2019

Sistemica


Da una contemplazione dell'esistente si rileva quell'unità di senso primordiale che lega le parti nell'universo. E ancora tutto è interconnesso.

Myvanwy Gibson, Isabella Nazzarri, Giuseppe De Siati

27 giugno/8 settembre 2019, Spazio Cavo - 14mq Via Paolo Paruta, 59 , 20127 Milano

07 ottobre 2018

SYNTAXIS – Prima il soggetto






SYNTAXIS – Prima il soggetto

In occasione del Festival Spazi 2018, a Milano, 14mq_spazio cavo apre con interventi e opere di Veronique Pozzi Painè e Giuseppe De Siati.
La mostra si sviluppa intorno al lavoro di ambientazione: sarà l’osservatore, posto al centro della scena, il vero protagonista poiché potrà dare un ordine di senso alle cose esposte nel loro insieme, attraverso il suo stesso posizionarsi nell’ambiente o rispetto la singola opera.
Allo sguardo dell’osservatore sono date le parti di un discorso più ampio e dalle molteplici interpretazioni, un movimento verso l’interno, emergere dai segni in un gioco di libere associazioni che rimandano al sé.

14 mq _ spazio cavo


14mq è la metratura minima per definire un’amibiente come abitabile da più persone. Sulla base di questo criterio, 14mq nasce come luogo di convivenza artistica, di incontro e dialogo tra unità differenti: uno spazio introspettivo abitato attraverso processi estetici di confronto creativo in grado di creare corpi iconici unici.
Presentato la prima volta nel 2017 con la mostra Abito, via Paolo Paruta 59, 14 mq – spazio cavo è un luogo sotterraneo e cangiante alla poetica di ciascun artista o operatore culturale chiamato a delimitare e caratterizzare lo spazio in maniera specifica. In questo modo la misura minima del vivere comune, 14 mq, diventa la superficie per assicurare all’alterità una propria ed efficace funzione estetica.

Sede

Via Paolo Paruta, 59 – Milano
(a pochi metri dalla fermata Cimiano della metropolitana linea 2)

apertura dalle ore 18.00 alle ore 21.00 nei giorni 5-6-7 ottobre
dal 7 al 14 ottobre
negli altri giorni su appuntamento al 3349498643

www.14mq.blogspot.com
spazio14mq@gmail.com

21 aprile 2018

Disegnare la terra, all'altezza degli occhi






Rodello arte: il sacro e la terra II Edizione

a cura di

Fondazione Museo Diocesano di Alba



In questa occasione la Lettera agli abitanti della terra terza versione, sarà speidita agli abitanti del Comune di Rodello




A quanti abitano questa terra,

un invito a compiere un gesto di bellezza,
disegnare la terra
all'altezza degli occhi.

Vedo, medito, porgo la grazia con cui il cielo e la terra si incontrano nei nostri sguardi,
una condizione umana di civiltà, aprire i nostri occhi all'altro.

e continuare ...

Un invito a compiere un gesto di bellezza,
disegnare la terra
all'altezza degli occhi,

là, dove
s'incarna l'eco di un soffio celestiale.
Al centro del creato, lo sguardo di ogni essere
genera un gesto di successione

Ad occhi aperti,
un seme accorda all'infrangersi del tempo
le stagioni consumate ancora.

Dove germogliano radici è il tempo terrestre,
nell'attesa del dono la terra si offre e ancora
uomo e natura s'aiutano.

Residente

lascia traccia del tuo passaggio,
all'altezza degli occhi
disegni la terra

Così appare
visibile la successione
in una variazione continua di uomini che animano
la terra fertile.

Nel tempo di una visita, nel soggiorno della Residenza ho installato una tela, dispositivo itinerante per la registrazione degli orizzonti.

Giuseppe De Siati

III Versione della Lettera agli abitanti della Terra
La Residenza, Rodello 21 Aprile 2018
Disegnare la terra all'altezza degli occhi

21 Aprile, inaugurazione dell'opera
Presso La Residenza di Rodello
L'ingresso è gratuito.
sabato 5 maggio inaugurazione della mostra

Il Sacro e la Terra
dalle 14.30 alle 17.00 presso la chiesa dell’Immacolata. 
E’ loccasione per conoscerci e incontrarci dal vivo
con le opere direttamente dalla presentazione di noi artisti.
E’ un momento di incontro e di scambio
con gli abitanti di Rodello, in particolare, e con tutti coloro
che vorranno prenderne parte





19 aprile 2018

Prova a colori - All inclusive




Prova a colori. All inclusive

una raccolta di bozzetti 

per progettare e costruire

un filo conduttore


Libro d'artista, unique, 24 carte,
1bl-1cl Liceo Artistico De Nicola, 2018

I lavori presentati sono la forma di una processualità orizzontale e di inclusione sociale, tale per cui durante il corso dell'anno il progettare per bozzetti è diventata una pratica tecnica e una metafora esistenziale per dare forma alle idee.
Attraverso la programmazione didattica e l'analisi di alcuni linguaggi visuali contemporanei, sono state affrontate ricerche sui concetti di Caos e Cosmo, sviluppando una serie di texture.
Il lavoro si compone delle prove colore e dello sviluppo delle trame, appunti di pensiero e di esercizi quotidiani tecnici e di espressione che i ragazzi hanno svolto nel corso di un anno.
1bl l'unicità dell'espressione.
Il frammento è posto in rapporto dialettico con l'insieme lineare di punti  che formano un unico orizzonte.






1cl Il desiderio di valorizzare un bozzetto scartato tiene uniti i vari pezzi che presentano la forma spontanea di un involto.



Presentazione dei lavori 20 Aprile 9.30

Spazio Contemporaneo Talamucci
via Dante, 12
Sesto San Giovanni
Biblioteca centrale di Sesto San Giovanni

a cura della cooperativa La Grande Casa di Sesto San Giovanni




27 ottobre 2017

Premio Carlo Bonatto Minella, IV edizione "Forme e materia dell'attesa"


Riflessione, ossidazioni alla punta d'argento su tela 100x80cm, 2017, Giuseppe De Siati
Opera finalista in mostra al Premio Carlo Bonatto Minella

VENERDI’ 3 NOVEMBRE 2017

PREMIAZIONE: Ore 15.30: Torino centro – Via Accademia Albertina n. 6, Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino
INAUGURAZIONE MOSTRA VINCITORI E FINALISTI (3-11 novembre 2017): Ore 19 circa: Torino centro – via Giovanni Giolitti n. 37 – Cripta Chiesa San Michele Arcangelo

Il catalogo sarà edito dalla nota casa editrice Silvana Editoriale con testi critici in 2 lingue (italiano, inglese).

Per entrambe le sedi
Mezzi di trasporto:
1) Dalla stazione di Porta Susa bus/tram 13-56
2) Dalla stazione di Porta Nuova bus 61
3) Dall’Accademia alla cripta della chiesa 5 minuti a piedi


I toni intermedi delle ossidazioni argentee, nella loro delicatezza mostrano i gradienti più luminosi di una transizione degli opposti luce ombra.
L'effetto della luce è sospeso in un momento di transizione, l'attrito ossidativo crea l'immagine di un bagliore, il soggetto è fuoricampo. L'alone è un segno stratificato, una trama procurata dall'attrito che ha ossidato il bianco mediante lo strofinio continuo di un corpo acuminato in argento.
Riflessione, per CBM art prize IV edizione "I tempi dell'attesa" fa parte delle "Riflessioni", sono forme di luce venute alla luce.


Ispirato dal motto dall'Uno derivano i molti e da alcune letture di testi antichi, ho messo in atto un processo di reiterazione del gesto artistico originario, che usa la luce per evocare una presenza attraverso la trasformazione della materia. Questo approccio mi ha permesso di restituire nella ridondanza di un punto la solidificazione di una vibrazione, l'eco di un centro. In un sistema di energia in cui si ha la fusione e lo scambio degli opposti, per via dell'ossidazione del bianco, la molteplicità delle parti, nella somma di unità minime stratificate, interpone un velo tra luce e buio, una via di mezzo tra visibile ed invisibile e l'apparire di un bagliore si apre nello spazio.

sVelo Venere: un piano per immaginare

Intorno al tavolo: sVelo Venere a Cascina San Vigilio di Lonato del Garda

Dopo la presentazione in Studio Milani, durante Studi Festival 2016, continuo a catalogare le immagini prodotte dalla luce vista attraverso la fantasia dell'essere umano. Durante la giornata Devadarte, arte in cascina, immersi nel verde delle colline moreniche due giornate di arte e stage esperenziali, 30 settembre-1 ottobre, a Lonado del Garda, Cascina San Vigilio, "I RIcostruttori". L'intervento fa parte di una serie di operazioni di studio e di incontro che conduco "intorno al tavolo:" e che si svolge in diversi luoghi caratterizzati dalla presenza del tavolo e di alcuni ospiti.



Svelo Venere, Giuseppe De Siati, Devadarte - Cascina San Vigilio I Ricostruttori, Lonato del Garda, 2017

sVelo Venere: un piano per immaginare
È un piano per immaginare esercitando una delle facoltà che distingue l'essere umano, esaltandone la dignità.
La somma delle parti di un velo filtrano la luce visibile su un piano, l'azione stessa del panneggiare porta in se il valore dell'ambivalenza della visione, interiore/esteriore, dove le circonvoluzioni del velo non sono semplicemente quelle di un velo.
Svelo venere è un panneggio di seta di due veli bianco e nero, orlati nei colori estremi che rispettivamente riflettono ed assorbono la luce, da stendere al centro del tavolo per immaginare. Venere, personificazione della bellezza della natura feconda, in questo caso luce del visibile le sue vesti sono raccolte nella capsula sferica, quale forma di perfezione da cui tirar fuori il velo per immaginare.
Il tavolo è così apparecchiato dai drappi in seta che diventano veicolo per la fantasia e rendono un tavolo "immaginifico"; strumento di studio per visualizzare attraverso le pieghe e le circonvoluzioni del panneggio la luce.
SCOPO del gioco è esercitare l'immaginazione e dominarla attraverso il disegno e la nominazione, ovvero, configurare immagini nella propria mente e su un foglio. Immaginazione: sin. ideare, creare, inventare, escogitare, credere, intuire; quindi, usare la fantasia a partire dalle pieghe del velo, disegnare. Infine, nominare dando un titolo alle associazioni che scaturiscono dalla visione.

21 luglio 2017

Abito, via paolo paruta 59 /// SPAZIO 14 MQ

  
    


Foto G. De Siati. Scala di collegamento a 14 mq; Flusso (J. Milani)








Foto Gianluca Zonca. Dall'alto: Flusso (Milani) e 14mq (De Siati); Flusso e Istante (Zonca); 14 mq e Saggio (De Siati)







Dall'alto: Nine to universe (Sara Siami); Gnosi (De Siati); Statement (De Siati)
Porta di collegamento con 14 mq.




comunicato stampa

Abito

Studi Festival 2017

È la coincidenza dello studio con la vita domestica, la casa, nella forma che nasce dall'abitare lo spazio.
La casa che abito è espressione di quell'atteggiamento che entra in relazione col luogo e si manifesta prendendo forma nell'abitazione. In questo contesto resta riservata ad uso esclusivo la camera da letto posta nell'ingresso principale, come fosse una sorta di statement; la cucina dedicata all'incontro con l'altro è la Stanza della Conoscenza e della trasformazione, accoglie il lavoro di Sara Siami; la terza stanza con i suoi accessi è ipogea ed è dedicata agli ospiti, è la stanza della presenza collettiva, Spazio 14 mq, accoglie i lavori di Carlo Galli, Jimmy Milani e Gianluca Zonca.
Abito, secondo l'idea di uno stato già sviluppato ma non pienamente realizzato, anzi, che trova compimento nell'incontro con l'altro.
La casa, un miniappartamento ricavato all'interno di una palazzina storica, la dimora padronale della legatoria Caspani, si trova nei pressi del Naviglio della Martesana. Gli ambiti della mostra sono strutturati su due livelli. Il percorso si articola secondo i tre accessi dell'abitazione, attraverso due scale i tre ambienti attivano una doppia circolarità: dalle cantine si entra nello Spazio 14 mq, si risale la cucina, la Stanza della Conoscenza, proseguendo per la camera da letto si ricomincia o viceversa.

29/01/2017 Milano Abito, via Paolo Paruta, 59 Milano




foglio di sala


L'idea sublime di essere al mondo
e la condizione degli opposti.

La terra, la città di Milano, il naviglio della Martesana ed il suo quartiere, le mura domestiche. Interno esterno sono condizioni che si avvicendano dando carattere al luogo abitato e indirizzano l'essere abitante. Così prende forma Abito, dal valore dell'inseparabilità della partitura quotidiana e contingente al carattere ideale dell'atto creativo che pure dà un senso alla vita reale. Secondo questa precisa ottica ha preso forma il progetto della mostra in casa, presentata durante Studi Festival terza edizione; nel luogo in cui il processo di abitazione è al nono mese, l'apertura delle mura domestiche all'ospite pone la questione della collocazione dell'opera nello spazio della vita quotidiana.
La mostra è stata sviluppata sulla base di un confronto 1:1 con i quattro autori, nel tentativo emotivo di un incontro non sempre riuscito e con risultati inattesi.
La casa ha tre ingressi indipendenti, sviluppando altrettanti percorsi. In questo scritto si seguirà un movimento discendente, verso lo spazio delle relazioni, il livello ipogeo caratterizzato dal "soggiorno", per poi risalire verso il piano terreno con la cucina e la stanza del riposo.

La discesa e la scoperta del valore della luce. (Milani)
Una discesa porta al livello sotterraneo, in fondo, nel deambulatorio si incontra Flusso, una cascata di colore di un'insieme di carte che hanno un’andatura ritmica verticale, come un monito alla polarità ambivalente della vita, un salire e scendere in un ciclo continuo. I fogli presentano una piega periodica, ripetuta per tutta la superficie che riverbera il movimento di espansione ascensionale dell'apertura di un mantice, evidente nelle pieghe che sono state distese in verticale. La sintonia con le scale, strutture architettoniche che connettono il basso con l'alto, risuona in una corrispondenza interiore con i moti dell'animo umano; la collocazione di Flusso caratterizza la discesa e l'ingresso verso lo spazio intimo della relazione, con la scoperta della luce restituita nelle forme del colore. Una presenza inaspettata in quel luogo che si lega all'inconscio primordiale, il sotterraneo ed il colore della luce riporta all'archetipo della caverna come rappresentazione del mondo; l’incontro con Flusso desta meraviglia, la stessa che le grottesche della Domus Aurea di Roma dovettero suscitare nei loro scopritori con l'apertura ad un'altra dimensione del reale con un mondo immaginario.

Stato di coscienza: il presente unico di una transizione.
I segmenti corporei dell'immagine di un doppio movimento (Zonca - De Siati)
Le opere suscitano una visione che sfocia nell'ossimoro dello scorrere del tempo fermo, attraverso l'organizzazione della durata dei tempi di fruizione, sempre parziale, frammentata rispetto l'immagine che si può creare nella mente di ognuno. Nello spazio delimitato l'osservatore può costruire un'immagine esperienziale, essendo la durata degli eventi gestita e più o meno vicina alla velocità naturale degli eventi, rimanendo nell'ambito della consapevolezza; in Istante è proprio l'attimo come unità minima che viene dilatato, il ciclo alternato bianco nero con cui appare la superficie secondo un mostrarsi apparentemente fermo nel tempo, dovuto alla gestione lenta della durata e 14 mq che si svolge nel movimento ambientale delle correlazioni. Uno spazio senza correlazioni non può essere un ambiente.
La dialettica transitoria dell'alternanza, nell'apparire bianco e nero, con tempi molto rallentati rispetto la sua fruizione, segna la linea trascendentale di un istante che appare sospeso e sembra interrompere il continuum cronologico. La staticità del movimento di Istante nell'immagine apparente si rompe e si ribalta nel movimento statico del pavimento mobile, 14mq; il carattere provvisorio determinato da ogni contatto, il minimo spostamento nello spazio delimitato si svolge nel tempo orizzontale, e ogni movimento si assesta nell'attesa di quello successivo, in un'immagine insita allo spazio reale della natura, dove nulla giace immobile.
"Sotto il mondo materiale c'è un tempo immateriale (...) esiste un mondo non materiale, fatto di pura temporalità, un mondo di forze vibranti, un mondo di impulsi di energie che interagiscono ritmicamente in una complessa e articolata danza che sembra estendersi e dare origine e significato a tutto l'universo" (Rifkin J. Guerre del tempo. Il mito dell'efficienza e del progresso e lo sconvolgimento dei ritmi naturali, Milano Gruppo Ed. Fabbri, Bompiani 1987, p.42). In questo senso le due opere, nello spazio ipogeo, atterrano lo spirito scoprendo l'idea sublime di essere al mondo, attraverso la manipolazione della percezione temporale del movimento come energia vitale dell'universo, la sensazione della durata nel tempo di un cambiamento.
Se vedo le rughe del tronco di un essere secolare, tra le pieghe riesco ad immaginare lo scorrere del tempo. Allo stesso modo l'immagine che le singole opere compongono in questa mostra è la somma delle unità visive coincidenti all'immagine che si è formata della stessa somma di quel preciso momento. Nella scena reale i lavori portano con se il valore di input ritmici, suggeriscono ed indirizzano la codificazione di un doppio movimento riecheggiando la staticità dell'avvenimento: verso l'alto, nella dimensione verticale del tempo di Istante; orizzontale, nel movimento immanente di 14 mq. I due lavori danno forma alla "dimensione presente del tempo universale sarebbe quindi impercettibile se non vi fosse il movimento. È il movimento che determina il tempo universale in puro presente. Anzitutto, perché si manifesta come ondeggiamento presente: (...)" (L'essere e il nulla. La condizione umana secondo l'esistenzialismo, Jean-Paul Sartre, Il Saggiatore, 2008, p. 263). La percezione del movimento costituisce l'equilibrio formale, Istante appare statico determinando una percezione del cambiamento, come un onda lenta lo schiarirsi della scultura, o viceversa, porta a sentire il movimento del divenire; 14 mq è fermo e si muove come ondeggiamento del presente, delle correlazioni ambientali.
Non possiamo capire dove e quando stiamo perché il presente è passato e futuro che si scontrano. La vita è lo scontro continuo tra passato e futuro.” (Gianluca Zonca). Il presente emerge nella forma che la coscienza riesce a prendere da un continuum, il particolare di un tutto, ed è tale solo se separato dal resto. Avviene l’intuizione dell’infinito in un frangente e la percezione verticale del tempo si incrocia al movimento orizzontale dello spazio: il setaccio di Saggio è il centro ideale di questo doppio movimento, al centro della stanza.
La stanza della conoscenza e l'idea di conquista del mondo.
(Siami - De Siati)
La stanza della trasformazione è caratterizzata da Gnosi, l'impronta del solco della deglutizione e della masticazione. Lo spazio tra i denti combacia perfettamente, in ogni individuo in modo unico, l'atto del deglutire è permesso dall'occlusione che è la chiave per assimilare il Creato; risolve in sé la dicotomia spirito e materia.
L'idea del doppio, di una natura graziosa e dura con il suo duplice volto, è illustrata nella riduzione di una pittura onirica, nella dimensione ridotta e compattata di nove diari visivi, mostrando nel gesto di ripiegare il foglio il tentativo di conquistare la natura nella sua originaria organicità.
Nelle vecchie scatole è riposta la capacità dei fanciulli di meravigliarsi della vita del Creato. Così sono custoditi i libretti Nine to universe secondo lo sguardo libero del piccolo dinanzi all'infinita forza rigeneratrice della natura, in grado di trasformare, di dare e riprendere a sé. Lo scopritore, pagina dopo pagina, nell’atto conoscitivo riprende a separare i vari aspetti. La visione degli acquerelli, infatti, è legata alla riapertura del foglio.
L’idea di poter mettere in tasca qualcosa coincide con l'idea stessa di poter contenere le forze della natura, portare con se quelle energie significa possederne il senso, averle e o poterle assimilare. Acquisire un senso della realtà sviluppando quella capacità prensile cui fa riferimento Gnosi, una forza, quella del morso che vede anche l’essere umano costretto tra gli altri animali alle cose della materia.
Se Flusso apre al mondo dell'immaginazione, trasformando la percezione dello spazio, evocando la levitazione dei corpi in un altrove in contrasto con la direzione dello scendere in profondità, Nine to universe richiama alla mente la realtà fantasiosa delle antiche grottesche in scala ridotta e portatile, tascabile, nove libretti “fabulati” che ricordano le capacità immaginative umane attraverso le acrobazie di una pittura onirica, come sarebbe piaciuto definire le grottesche a Daniele Barbaro, 1556, per il loro carattere libertario, privo di riferimenti intellettuali (cfr. La grottesca, A. Chastel, Carte d'Artisti, Abscondita 2010, Milano).
Giuseppe De Siati